LA STRAORDINARIA LINGUA DEL PICCHIO

Aggiornamento: 5 dic 2020



Tutti conoscono il picchio, se non altro per la sua abitudine di picchiettare il tronco degli alberi col becco. L’abitudine di martellare i tronchi ha principalmente lo scopo di scovare le larve del legno per cibarsene e di creare dei nidi all’interno del tronco. Per forare rapidamente il legno il picchio percuote infatti il tronco decine di volte al secondo con una velocità di impatto di 6-7 metri al secondo, raggiungendo forze di decelerazione enormi anche di 1000 g, senza subire alcuna lesione al cranio, al cervello o agli occhi. Per confronto il limite di tolleranza all’accelerazione dell’uomo si aggira attorno ai 5 g, superati i quali in assenza di misure di protezione, sviene. Ad attutire questi urti ci pensa un cranio composto da placche particolarmente spugnose sulla fronte e sulla nuca, ma come ulteriore difesa utilizza la lingua che è sufficientemente lunga (fino a 10 cm) da avvolgersi attorno al cranio. Tutto ciò garantisce un efficiente sistema di smorzamento delle sollecitazioni che gli impedisce di svenire ogni qualvolta picchietta un tronco.


Fonte: “Comparative study of the mechanical properties, micro-structure, and composition of the cranial and beak bones of the great spotted woodpecker and the lark bird”, SpringerLink, 2011



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